Il Metodo Montessori

Il metodo Montessori gode, a differenza di altre esperienze di organizzazione educativa e didattica, di grande riconoscimento a livello internazionale. La ricerca scientifica più avanzata – in particolare la psicologia, le neuroscienze e la biologia, – confermano, infatti, direttamente o indirettamente la solidità dei principi scientifici dell’educazione montessoriana e la conseguente validità del suo metodo, che è il metodo del bambino e della vita stessa.

Tutte le scoperte fatte nell’ambito delle neuroscienze negli ultimi anni hanno infatti comprovato la validità delle intuizioni della Dr.ssa Maria Montessori e dei principi che sono alla base del suo “metodo”.

Il metodo Montessori tiene in primaria considerazione le competenze e la spinta a crescere e ad apprendere che sono innate in ogni bambino. Si occupa di rimuovere via via quelli che si configurano come dei veri e propri ostacoli al suo sviluppo. Non c’è dubbio che un grosso impedimento sia costituito proprio dall’atteggiamento dell’adulto quando si sostituisce al bambino ed agisce in sua vece: per quanto animate dalle migliori intenzioni, queste cure eccessive impediscono al bambino l’esercizio delle proprie attività e, di conseguenza, la sua crescita. Da qui nasce un primo, fondamentale motto del pensiero montessoriano: AIUTAMI A FARE DA SOLO che altro non è se non la muta richiesta del bambino.

“Ho visto che il bambino, lasciato libero di lavorare, impara, diventa colto, assorbe conoscenze e fa esperienze personali, che, acquisite in questo modo, si fissano nello spirito e, come semi piantati in un terreno fecondo, non tarderanno a germogliare e a dare frutti”. (Maria Montessori)

Così come il bambino non aumenta regolarmente di peso e di altezza, ma a scatti, anche l’evoluzione psichica e spirituale di ogni individuo avviene a salti quantici. E’ la legge dei periodi sensitivi ovvero momenti di particolare sensibilità previsti dalla natura per l’acquisizione di determinate competenze. “Ogni cosa a suo tempo”; e così come non si può far nascere un seme ancora da germogliare, così non si può spingere un essere umano verso esperienze che non e’ ancora pronto a vivere. Occorre quindi pazientare ed attendere i tempi ed i ritmi di apprendimento di ogni bambino, perché ad un tratto, quell’abilità a cui si e’ dato il tempo di maturare in profondità, sboccerà e sarà acquisita per sempre.